Molti si chiedono se ci siano prove scientifiche dell’evidenza dell’efficacia degli strumenti di sanificazione per il virus Sars-CoV-2. Una parte di essi sono già stati comprovati da diversi enti come agenti sanitizzanti contro virus, batteri e agenti patogeni, ma quali sono confermati per contrastare il Sars-CoV-2?

In seguito, citiamo alcuni studi di istituzioni riconosciute a livello nazionale e globale, dove vengono riportate le evidenze scientifiche riscontrate fino ad oggi nell’utilizzo di Ozono, raggi UV-C e altre soluzioni nelle attività di sanificazione dal virus Sars-CoV-2. Ricordiamo che, essendo un campo relativamente recente e in continuo sviluppo, vi sono altre ricerche che attualmente stanno maturando e che, per questo motivo, non abbiamo potuto citare.

Ozono

Istituzione: Gruppo di lavoro ISS-INAIL (Italia)

Documento: Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento. Versione del 15 maggio 2020.

Gruppo di Lavoro ISS Biocidi COVID-19
2020, 28 p. Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020

L’ozono viene riconosciuto come sanitizzante certificato, con azione “biocida” e confermata efficacia microbicida sui virus.

Afferma il documento:

L’ozono generato in situ a partire da ossigeno è un principio attivo ad azione “biocida” in revisione ai sensi del BPR2 come disinfettante per le superfici (PT2 e PT4) e dell’acqua potabile (PT5) e per impiego nelle torri di raffreddamento degli impianti industriali (PT11). Sebbene la valutazione non sia stata completata, è disponibile un’ampia base di dati che ne conferma l’efficacia microbicida anche sui virus (20- 27). In attesa dell’autorizzazione a livello europeo, la commercializzazione in Italia come PMC con un claim “disinfettante” non è consentita data l’impossibilità (generazione in situ – produzione fuori officina) di individuare un sito specifico da autorizzare come previsto dalla normativa nazionale. Pertanto, in questa fase, l’ozono può essere considerato un “sanitizzante”.

Leggi la fonte »

Istituzione: Gruppo di lavoro ISS-INAIL (Italia)

Documento: Focus on: utilizzo professionale dell’ozono anche in riferimento al COVID-19. Versione del 23 luglio 2020.
2020, vi; 44 p. Rapporto ISS COVID-19 n. 56/2020

L’ozono viene riconosciuto come sanitizzante certificato, con azione “biocida” e confermata efficacia microbicida sui virus.
Riporta il documento:

L’ozono generato in situ a partire da ossigeno, è un principio attivo ad azione “biocida” ed è in revisione (valutazione) ai sensi del Regolamento (UE) 528/2012 (BPR) sui biocidi (Europa, 2012) da parte degli Stati membri Germania e Paesi Bassi, come disinfettante per le superfici (PT2 e PT4), per la disinfezione dell’acqua potabile (PT5) e per impiego nelle torri di raffreddamento degli impianti industriali (PT11). Sebbene la valutazione del relativo dossier non sia stata completata, è disponibile un’ampia base di dati che ne conferma l’efficacia microbicida che comprende anche i virus (ISS, 2020). In attesa dell’esito dell’iter valutativo a livello europeo come biocida, il rilascio dell’autorizzazione alla commercializzazione in Italia come “disinfettante” non è possibile, in quanto l’autorizzazione nazionale come Presidio Medico Chirurgico (PMC) – disinfettante, comporta la sola produzione in officine che devono essere autorizzate dal Ministero della Salute. Tale condizione, in caso di generazione in situ (produzione fuori officina), non è praticabile. In attesa del completamento della valutazione a livello europeo, il prodotto in questione può essere presente sul mercato nazionale come prodotto ad azione “sanitizzante” e non disinfettante

Leggi la fonte »

Istituzione: Nara Medical University (Giappone) – MBT Consortium Association (Medicine Based Town), 2020

Documento: Nara Medical University Announces World’s First Result of Research on SARS-CoV-2 and Ozone with MBT Consortium Association. Confirms Inactivation of SARS-CoV-2 by Ozone Gas Clarifies the Conditions for Inactivating SARS-CoV-2 by Ozone Gas

Il gruppo di ricerca della Nara Medical University conferma che l’ozono inattiva il virus del COVID-19. Questi i risultati concreti riportati dalla fonte scientifica:

Result of this study:

  1. At a CT value of 330 (55minutes exposure at the ozone gas concentration of 6.0ppm), the SARS-CoV-2 was inactivated from 1/1,000 to 1/10,000.
  2. At a CT value of 60 (60minutes exposure at the ozone gas concentration of 1.0ppm), the SARS-CoV-2 was inactivated from 1/10 to 1/100.

Istituzione: Kenneth K. K. LAM, Enviro Labs Limited (Hong Kong), 2020

Documento: Ozone Disinfection of SARS-Contaiminated Areas

I dati sperimentali mostrano che l’ozono è efficace nel ridurre i batteri nell’aria di un ambiente in assenza di persone. Oltre il 90% dei batteri presenti nell’aria può essere ridotto dopo l’ozonizzazione. L’ozono è un gas che ha una buona capacità di penetrazione e un potente potere ossidante, quindi la sua efficienza di disinfezione è superiore alle radiazioni UV e al filtro HEPA. Poiché la disinfezione dell’ozono viene effettuata solo in locali non occupati e tutto l’ozono residuo viene decomposto dopo il trattamento, la tossicità dell’ozono per l’uomo non desta preoccupazione.

Citiamo in seguito i risultati dello studio:

Experimental data shows that ozone is effective in reducing airborne bacteria of unoccupied room. Over 90% of airborne bacteria could be reduced after ozonation. As viruses are generally more susceptible to ozone than bacteria, it could assume that all viruses are killed if large percentage of airborne bacteria are removed. Ozone is a gas that has good penetration capacity and powerful oxidizing power, thus its disinfection efficiency is superior to UV radiation and HEPA filter. As ozone disinfection is conducted in unoccupied room only and all the residual ozone will be decomposed after the treatment, ozone toxicity to human is therefore not a concern. Given the advantages of strong oxidizing power, good penetration capacity and no harmful residues left after the treatment, ozone is recommended to be used in disinfection of SARS-contaminated environments.

Leggi la fonte »

Raggi UV-C

Istituzione: Gruppo di lavoro ISS-INAIL (Italia)

Documento: Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento. Versione del 15 maggio 2020.

Gruppo di Lavoro ISS Biocidi COVID-19
2020, 28 p. Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020

L’attività disinfettante della radiazione ultravioletta, si attua mediante un’azione di natura fisica per questo non viene riconosciuto in Italia come disinfettante riconosciuto. I raggi UV-C per l’Istituto italiano sono considerati di azione sanitizzante, con alte percentuali comprovate di rendere impossibili ai virus riprodotti.

Il documento afferma:

La radiazione UV-C ha la capacità di modificare il DNA o l’RNA dei microorganismi impedendo loro di riprodursi e quindi di essere dannosi. Per tale motivo viene utilizzata in diverse applicazioni, quali la disinfezione di alimenti, acqua e aria. Studi in vitro hanno dimostrato chiaramente che la luce UV-C è in grado di inattivare il 99,99% del virus dell’influenza in aerosol (44, 45). L’azione virucida e battericida, dei raggi UV-C è stata dimostrata in studi sul virus MHV-A59, un analogo murino di MERS-CoV e SARS-CoV1. L’applicazione a goccioline (droplet) contenenti MERS-CoV ha comportato livelli non rilevabili del virus MERS-CoV dopo soli 5 minuti di esposizione all’emettitore UV-C (una riduzione percentuale superiore al 99,99%) (46) e sono risultati efficaci anche nella sterilizzazione di campioni di sangue (47). In particolare è stata dimostrata l’inattivazione di oltre il 95% del virus dell’influenza H1N1 aerosolizzato mediante un nebulizzatore in grado di produrre goccioline di aerosol di dimensioni simili a quelle generate dalla tosse e dalla respirazione umane.

Leggi la fonte »

Istituzioni: Italian National Institute for Astrophysics (INAF) – Brera Astronomical Observatory, Merate, Italy / Department of Biomedical and Clinical Sciences L. Sacco, University of Milano, Milano, Italy / Epidemiology and Prevention Unit, IRCCS Foundation, Istituto Nazionale dei Tumori, Milan, Italy / Italian National Institute for Astrophysics (INAF) – Padova Astronomical Observatory, Padova, Italy / Department of Imaging Diagnostic and Radioterapy, IRCCS Foundation, Istituto Nazionale dei Tumori, Milan, Italy /Department of Pathophysiology and Transplantation, University of Milano, Milano, Italy / Don C. Gnocchi Foundation, IRCCS Foundation, Milano, Italy, 2020.

Documento: UV-C irradiation is highly effective in inactivating and inhibiting SARS-CoV-2 replication

Uno studio sperimentale multidisciplinare organizzato dagli enti sopracitati ha dimostrato un’ottima efficacia nel neutralizzare il Coronavirus SARS-CoV-2.

Mara Biasin, Docente di Biologia Applicata dell’Università Statale di Milano afferma: “abbiamo trovato che è sufficiente una dose molto piccola (3.7 mJ/cm2), cioè equivalente a quella erogata per qualche secondo da una lampada UV-C posta a qualche centimetro dal bersaglio, per inattivare e inibire la riproduzione del virus di un fattore 1000, indipendentemente dalla sua concentrazione”.

I potenziali effetti virucidi dell’irradiazione UV-C sul virus SARS-Cov-2 sono stati sperimentalmente valutati per diverse dosi di illuminazione e concentrazioni del virus. Seguendo specifici parametri, riportati in seguito citando lo studio, viene dimostrato che i raggi UV-C inattivano il virus:

The potential virucidal effects of UV-C irradiation on SARS-CoV-2 were experimentally evaluated for different illumination doses and virus concentrations (1000, 5, 0.05 MOI). Both virus inactivation and replication inhibition were investigated as a function of these parameters. At a virus density comparable to that observed in SARS-CoV-2 infection, an UV-C dose of just 3.7 mJ/cm2 was sufficient to achieve a 3-log inactivation, and complete inhibition of all viral concentrations was observed with 16.9 mJ/cm2 . These results could explain the epidemiological trends of COVID-19 and are important for the development of novel sterilizing methods to contain SARS-CoV-2 infection.

Leggi la fonte »

Disinfettanti già collaudati per COVID-19

Documento: Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento. Versione del 15 maggio 2020.

Gruppo di Lavoro ISS Biocidi COVID-19
2020, 28 p. Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020

Alcuni detergenti disinfettanti con principi attivi specifici sono già stati riconosciuti a livello nazionale e mondiale e sono attualmente presenti sul mercato. Riportiamo in seguito quali sono, citando quanto affermato dal documento:

I principi attivi maggiormente utilizzati nei prodotti disinfettanti autorizzati a livello nazionale (Presidi Medico Chirurgici; PMC) ed Europeo (biocidi), come riportato nel Rapporto N. 19/2020 – Raccomandazioni 5 ad interim sui disinfettanti nell’attuale emergenza COVID-19: presidi medico chirurgici e biocidi del Gruppo di lavoro ISS Biocidi COVID-19, sono l’etanolo, i sali di ammonio quaternario (es. cloruro di didecil dimetil ammonio – DDAC, cloruro di alchil dimetilbenzilammonio, ADBAC), il perossido d’idrogeno, il sodio ipoclorito e altri principi attivi. Le concentrazioni da utilizzare e i tempi di contatto da rispettare per ottenere una efficace azione disinfettante sono dichiarati sull’etichetta apposta sui prodotti disinfettanti stessi, sotto la responsabilità del produttore. Ad oggi, sul mercato, sono disponibili diversi disinfettanti autorizzati che garantiscono l’azione virucida. Pertanto, non è opportuno indicare a priori per un determinato principio attivo una concentrazione o un tempo di contatto efficaci poiché questi parametri sono dimostrati, verificati e, di conseguenza, individuati per ogni singolo prodotto

Leggi la fonte »